.CRITICA.

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DOTT. ALESSANDRA CONSIGLIO

Storico dell'Arte

 

 

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Salvatore Morgante si definisce un “materico” e ad onor del vero, non esiste aggettivo più appropriato a descrivere il suo lavoro. Artista autodidatta, per fortuna aggiungerei, dalle notevoli capacità tecniche. Il suo lavoro di grafico lo ha certamente condotto ad una conoscenza del colore che appare subito evidente dai suoi lavori. Questo colore così dirompente, potente, che esprime un’incredibile desiderio di espressione, che non riesce a rimanere sulla tela ed è capace di fuoriuscirne ed espandersi. Morgante può dirsi in quel colore, così forte, così vivo e mai sopito; l’artista e la persona si coniugano in esso. Strati su strati di colore, che fanno sì che esso sia palpabile, reale e concreto. La maestria con cui Morgante tratta i colori sulla tela è resa possibile anche da una piena consapevolezza dei luoghi che essi possono raggiungere, della assenza, per altro forse anche voluta, di limiti spaziali che essi possono raggiungere. Esplosioni, sgocciolature, dirompenze, gestualità, tutti elementi che certamente possono rimandare a Pollock e all’Action Painting, ad esempio, ma Morgante si spinge anche altrove, permettendo al pennello di danzare, creando lievi ondulazioni poetiche. L’arte di Morgante segue un impulso, la gestualità la fa da padrona, ma non senza un criterio ed una coerenza. L’osservatore viene letteralmente e positivamente invaso da pura emozione tradotta in giochi di colori e sfumature volute e non volute, dalla potenza di un gesto artistico che non si ferma alla superficie della tela, ma va oltre. Accanto ad una gestualità così potente vi è anche la necessità di esternazione, che l’artista vive in prima persona.  Morgante è un artista che non si può collocare o vincolare in comodi schemi  o concetti, la sua arte è frutto della sua anima: spontanea, necessaria, libera. Ed è con uno sguardo altrettanto “libero” che l’osservatore dovrebbe accostarsi alle opere di Morgante, lasciandosi avvolgere dal mellifluo colore, a tratti graffiante, quasi aggressivo ma mai eccessivo e lasciandosi condurre in mondi entro i quali l’artista vuole giungere.

 

 

Dott. Alessandra Consiglio

Storico dell'Arte

Curatrice di Mostre ed Eventi Artistici