.CRITICA.

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PROF. NUCCIO MULA

Critico d'Arte Internazionale

 

 

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Salvatore Morgante, nella sua intensa e brillante attività professionale, si occupa egregiamente (ed anche ad alti livelli internazionali di presenza e di committenza) d’un contesto apparentemente duttile – quello del marketing applicato alla comunicazione multimediale – in cui, però, sia nelle premesse progettuali che negli esiti creativi, si rivela indispensabile l’acquisizione e la dimostrazione d’una professionalità altamente specialistica per l’ottimale gestione operativa dell’inevitabile incrociarsi d’ogni oggettiva ramificazione settoriale (web, fotografia, grafica, gestione dei segni, dei linguaggi alfabetici e configurativi & dintorni).

 

Nelle arti figurative, invece, Salvatore Morgante, valido pittore, è tuttavia identificato come un “eclettico”, nella misura in cui l’eclettismo (riporto dal vocabolario Treccani) appare ed è “la tendenza a ispirarsi a fonti diverse, accogliendo da ciascuna gli elementi ritenuti migliori (…) e, di conseguenza, “ l’atteggiamento o il comportamento di chi, in qualsiasi campo di attività, o in aspetti della vita culturale o anche della vita quotidiana, non segue rigorosamente un indirizzo o metodo singolo, ma fonde indirizzi e metodi diversi”.

 

Non essendosi ancora deciso ad un qualsivoglia “trascegliere” (ovverosia a “separare con accuratezza e diligenza”, come dall’ammonimento, tanto ragionevole quanto, tuttavia, oggettivamente vetusto, del “Dizionario etimologico” di Ottorino Pianigiani, datato 1907), Salvatore Morgante, come Artista, viene quindi continuamente sollecitato (ma soprattutto, e ad onor del vero, dai profani, ancorché generalmente in buonafede) a “specializzarsi” di corsa, ergo a mettersi davanti alla sua eclettica produzione ed a decidersi di “trascegliere”, una volta per tutte, fra i diversi stili e le varie tecniche di cui possiede, per suo personale carisma, solidissima e sovrana potestà nei propositi e negli esiti d’un estro assolutamente non comune.

 

Fu lui a parteciparmi, e non senza un sofferto imbarazzo, tali sollecitazioni esterne e non richieste, ma egualmente abilitate a determinare crisi d’identità piuttosto che additare svolte di traguardi: e da subito e di contro, rammento, gli replicai di rimandare ai mittenti quelle incongrue insistenze, proseguendo “naturaliter” nella variegata polivalenza del suo esprimersi fino al momento (non calendarizzabile) della decisione (non impositiva) d’un “trascegliere” (non obbligatorio), dal momento che, come aggiunsi a suo ulteriore conforto, l’Arte, quella autentica, non ammette e non accetta dimensionamenti e vincoli etero-guidati, poiché sempre ad altissimo rischio di manipolazioni (o, e molto peggio ancora, di azzeramenti fatali e letali) dell’estro.

Scrisse, in proposito, Emile Zola che “un’opera d’arte è un angolo della Creazione visto attraverso un temperamento”; ed allora ben vengano, nell’eclettismo solido e valido di Salvatore Morgante, tutti questi suoi “angoli della Creazione” i quali, puntuti e infallibili al pari dell’Occhio / Ago con cui l’Artista (cioè “colui che agisce”) capta, perlustra, monitora, individua, esprime e propone, si rivelano Rosari di Galassie su tragitti caratterizzati e qualificati da altrettanti precisi rimandi a un comune “fil rouge” di temperamento.

 

Incombenze arcane di evocazioni naturalistiche o antropomorfiche; scenari abbacinanti od ottenebranti; compresenze di supersegni dell’ “ex-cavare” fra i mille dedali ed antri dell’Io; moltiplicazioni ed elevazioni a potenza del percepire in simultaneità di equilibri sinfonici; eruzioni di stratigrafie dirompenti all’unisono per deflagrazioni di cromatismi sfavillanti; seduzioni e sortilegi di paesaggi iperumani in momentanee pause di compostezza prima d’ogni erompere materico per ancora nuove e diverse coesioni aggreganti e disperdenti; enigmi e vaticini di supersegni; totem di sortilegi e di invocazioni; conflitti galattici tra fulgori abbacinanti ed inopinate penombre; oasi di serenità in solenne, silente attesa d’ogni sentenza del Fato; tsunami di sussulti e tempeste; planetari aurei a riunire linguaggi di lampi e meteore su pentagrammi di tormenti e di estasi: ciò e tanto, molto altro nella produzione, fra ieri ed oggi, di Salvatore Morgante (assolutamente autodidatta ma meritoriamente Maestro); e tutto questo in assoluta congenialità di messaggi e propositi, e solo in apparente, sussidiaria diversificazione di tecniche, stili, camminamenti e sbocchi creativi, anche a dimostrarci che, se ciò vuol dire “eclettismo”, bene ha fatto l’Artista, finora, a non “trascegliere” solo per la gioia dei profani.

 

 

Prof. Nuccio Mula

 

Scrittore – Giornalista

Docente universitario di Fenomenologia dell’Immagine e delle Arti contemporanee,

di Teoria della Percezione e Psicologia della Forma presso l’Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento.

 

Componente dell’Associazione Internazionale Critici d’Arte

Vedi anche

 

LA FOTOGRAFIA DI SALVATORE MORGANTE